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GIRO DEL MONVISO - MAPPA
Il giro del Viso, un classico che non può mancare nel
curriculum dell’escursionista, articolato in tre tappe, ha inizio a Castello,
frazione di Pontechianale.
Prima tappa: Castello (1603 m) – Rif. Vallanta (2450 m)
Si intraprende tra scorci pittoreschi l’agevole mulattiera
che risale il vallone di Vallanta: costeggiando il torrente che forma numerose
cascatelle e pozze d’acqua cristallina, si risale per circa 900 m di dislivello
la valle, attraversando prati e radure, per poi salire decisamente verso
l’altipiano dove è edificato il rifugio Vallanta (2450 m). Il Monviso,
con il Dado di Vallanta domina maestoso l’orizzonte verso est, mentre a nord la
valle risale fino al Passo, che delimita gli italici confini. Il profilo
occidentale del Gigante di Pietra è ben diverso dalla piramide perfetta che
ammiriamo da casa nel rosso del crepuscolo! L’etimologia dell’antico nome
Vesulus, citato da Virgilio nell’Eneide, riconduce chiaramente alla visibilità
del Monviso, del quale possiamo scorgere il profilo anche centinaia di
chilometri di distanza.
Seconda tappa: Rif.
Vallanta (2450 m) – Rif. Giacoletti (2741 m)
Il sentiero risale il Vallone di Vallanta, e, nel tratto
iniziale, percorre una cengia erbosa, dove non mancano le stelle alpine. In
breve, superati alcuni laghetti, si giunge al Passo di Vallanta (2811 m), per
intraprendere la discesa nella Valle del Guil: oltre la pietraia del valico,
nella conca prativa compaiono il Lac Lestio, una torbiera, e, poco più in alto,
il Refuge du Mont Viso (2460 m). Giunti al rifugio, si risale il pendio verso
il Passo delle Traversette (2950 m); secondo alcuni autori, attraverso questo
valico alpino transitò Annibale con gli elefanti. Il sentiero, dopo un esordio
tra dolci versanti erbosi, oltrepassati alcuni salti rocciosi, si inerpica
deciso nella pietraia. Risalendo in direzione del passo, alla base della
bastionata rocciosa, a poche centinaia di metri dal valico, si intravede
l’apertura del Buco del Viso, il primo traforo alpino, scavato nel XV sec. per
agevolare i traffici commerciali tra il Marchesato di Saluzzo, il Delfinato e
la Provenza: il sentiero che da Paesana conduce al colle delle Traversette
percorre le vestigia dell’antica “Via del Sale”. Il cedimento della struttura
rocciosa soprastante ha parzialmente ostruito l’ingresso del Pertuis du Viso,
occorre, infatti, calarsi con attenzione nell’angusto cunicolo, che in breve si
apre in un’ampia galleria. Dopo alcune decine di metri si rientra in patria, in
Val Po: 800 metri più a valle intravediamo Pian del Re. Tra il filo spinato di
memoria bellica, iniziamo la discesa, costeggiando la vecchia caserma delle
Traversette, per giungere ad una conca prativa, oltrepassata la quale si
ricomincia a salire percorrendo il Sentiero del Postino, storica via di comunicazione
tra la caserma delle Traversette e quella del Losas, oggi trasformata in
rifugio alpino. Il tracciato percorre in leggera salita un’aerea cengia erbosa,
supera alcuni tratti esposti attrezzati con catene, per inerpicarsi in
direzione del ripido Coulour del Porco e di Punta Udine, alle cui pendici sorge
il rifugio Giacoletti (2741 m), davanti al quale si staglia maestoso il Gigante
delle Cozie con la parete nord, lo scivolo innevato del Coulour di Coolidge, il
profilo della parete est con il verticale pilastro di S. Robert.
Terza tappa: Rif.
Giacoletti (2741 m) – Castello (1603 m)
Si scende
in direzione della Colletta dei Laghi, e superata un’altra sella erbosa si
intraprende il lungo traverso, prima di iniziare la salita verso il Colle del
Viso. Si passa in prossimità del Lago Chiaretto le cui acque sono di un
insolito ed affascinante colore verde smeraldo, determinato dalle ofioliti, le
rocce che caratterizzano il massiccio del Viso. Attraversando una ripida e
disagevole pietraia, si risale costeggiando le pendici del Gigante, ed in breve
si giunge al rifugio Quintino Sella (2640 m), sul colle che sovrasta ad est il
Lago Superiore del Viso. Si prosegue percorrendo la comoda mulattiera che
conduce al Passo Gallarino (2727 m) e di qui al Passo di San Chiaffredo (2764
m). La discesa nel Vallone delle Giargiatte avviene nell’atmosfera surreale
generata dalla presenza di numerosi menhirs, innalzati in ordine casuale
intorno al sentiero, quasi a formare una piccola valle monumentale. Proseguendo
la discesa, il paesaggio brullo di rocce e detriti lascia posto al verde del
Bosco dell’Alevè, la foresta di pini cembri più estesa d’Europa. Attraversato
il bosco, si raggiunge il sentiero proveniente dal Vallone di Vallanta, che si
percorre in direzione di Castello, chiudendo il periplo del Monviso.