Sezione
CAI di Acqui Terme (AL)
MONTE
FENERA vai alla mappa
Località
di partenza: Ara (fraz. di Grignasco), 432 m
Dislivello:
circa 600 m, considerando le perdite di quotaDifficoltà:
E+ (scala a pioli, difficoltà nel trovare il percorso per la
scarsa segnalazione)
Quota
massima: Monte Fenera, Punta Bastia, 899 mTempo
di percorrenza: 4-5 ore
Accesso
stradale: A26,
uscita Romagnano
Sesia, seguire le indicazioni per Grignasco. Oltrepassato
l’abitato, dopo circa
di 1 km (direzione Borgosesia), svoltare a destra per ARA.
All’inizio
dell’abitato della frazione, è possibile
parcheggiare in uno dei due piccoli
parcheggi. Da Acqui si percorrono complessivamente 270 Km (andata +
ritorno).
Itinerario:
Da Ara si
percorre la via centrale del paese (via
Martiri della Libertà). Di fronte all’insegna di
un ristorante si piega a
sinistra in leggera discesa. Dopo la piazza Nicolao Sottile, si piega a
destra,
costeggiando un muro cementato e si prosegue lungo via Cavour, al
termine della
quale si devia a sinistra e si giunge a San Grato. Dietro
l’abside (lato
sinistro), parte il sentiero 780 che costeggia le ultime case e
affianca un
parco giochi in evidente stato di abbandono. Giunti ad una biforcazione
si
prende prima a destra, e subito dopo a sinistra, percorrendo un canale
boscoso,
e dopo alcune decine di metri si compie una deviazione a sinistra
segnalata su
albero posto alla biforcazione del canale. Si risale la sponda, quindi
si
costeggia una staccionata per giungere ad un ripiano coltivato a
frutteto. Si
fiancheggia per un breve tratto il margine del bosco per poi
rientrarvi,
oltrepassando (cancelletto) una recinzione elettrificata. Proseguire in
salita
seguendo la traccia delle traversine in legno ed alcuni segnavia posti
su
alberi (numero 780 in vernice bianca). Si supera in salita una fascia
di
roccette calcaree, e a circa 600 m si trova un cartello e si prosegue
in piano
a sinistra. Si percorre un lungo traverso in quota, costeggiano il
margine del
risalto roccioso, si entra in un canale e si giunge, perdendo quota, ad
una
costruzione diroccata. Si oltrepassa il letto roccioso di un torrente
(occhio
ai cinghiali!) e, piegando a destra, si percorre la via dei
buoi
(sentiero 770 proveniente da Fenera Annunziata), che costeggia i ruderi
della
chiesa di San Quirico. Proseguire sull’ampia mulattiera, che,
risalendo le
pendici del Fenera, giunge alla Cava delle Cote (la pietra ricavata era
utilizzata, una volta sagomata, come pietra abrasiva per affilare
manualmente
le lame). Si supera la cava e si prosegue verso nord est in salita,
lungo il
sentiero 771. In breve si raggiunge la dorsale sud-orientale del monte
(si
arriva al bivio con il sentiero turistico da Colma, a quota 800 m
circa), e si
intraprende a sinistra l’ampia pista tagliafuoco, che risale
il crinale tra
alti fusti di castagne.
Si giunge alla Punta Bastia
899 m, con l’alta croce
in muratura (la base può essere un ricovero di emergenza in
caso di maltempo).
Verso nord, la vista spazia dalla Colma di Mombarone, al gruppo del
Rosa per
spingersi (visibilità permettendo) fino al Pizzo Badile e al
Monte Disgrazia, a
sud si vedono le Alpi Cozie e le Marittime. Poco sotto la vetta, sul
versante
meridionale sorge il rifugio dell’ANA di Valduggia.
Si
percorre il crinale in direzione della depressione tra le due cime (860
m) e si
prosegue fino alla cappella di San Bernardo, posta sulla cima minore
(894 m).
Si ritorna alla depressione, e al quadrivio si prosegue a destra, lungo
il
sentiero 769, diretto a Fenera S. Giulio. Si scende nel bosco seguendo
le
tracce gialle/rosse; giunti al sentiero 768 (che compie un anello
intorno al
Fenera, il cartello indica la direzione Colma) lo si trascura,
svoltando prima
a sinistra e subito dopo a destra. Dal centro della conca ci si sposta
verso
destra, e si prosegue la discesa giungendo alla Grotta della Bondaccia
690 m (è
possibile scendere nella grotta con una scaletta in ferro, quindi
percorrere il
corridoio in discesa, fino ad un pozzo, è necessario avere
una torcia). Nei
pressi del Buco della Bondaccia si trova la Grotta delle Arenarie
(volgendo le
spalle a monte, rimane a sinistra) il cui ingresso non è
facilmente
individuabile. Si prosegue percorrendo il canale pietroso in discesa,
quindi si
devia a sinistra per visitare la Grotta Chiara 655 m. A questo punto,
per la
presenza abbondante di rovi è preferibile ridiscendere sul
sentiero. In un
canalone ombroso (quota 630 m circa) si abbandona il segnavia 769, per
tornare
sul sentiero 780, che si percorre in salita fino alla lunga scala di
ferro che
conduce al rifugio GASB 680 m (Gruppo Archeo-Speleologico di
Borgosesia). Alla
base della paretina sorge la Grotta della Finestra, il cui ingresso
è chiuso.
Si risale la scala che conduce al panoramico terrazzo del rifugio, e si
prosegue sul retro in discesa lungo la traccia che, superato un
cancellato, si
ricongiunge sul sentiero 780. Si costeggia la parete calcarea, passando
a quota
620 m nei pressi di una grotta il cui ingresso è chiuso con
una griglia e sassi
(ritrovamenti di ossa di donna di 5000 anni fa) e si giunge al bivio
con il
sentiero 766 (scende a S. Giulio), che si trascura. Si prosegue ora
lungo una
ripida salita, agevolata da traversine, e si superano due scale di
legno (quota
650 m) per giungere al Passo dell’Uomo Storto (665 m). Si
prosegue in discesa,
giungendo ai ruderi di S. Quirico, si trascura l’ampio
sentiero 770 (percorso
all’andata in direzione della Cava di Cote) si continua sul
sentiero 780,
attraversando il letto del torrente, facendo ritorno ad Ara lungo
l’itinerario
dell’andata.