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TREKKING INTORNO AL TENIBRES, PERCORRENDO IL SENTIERO "CHEMIN DE L'ENERGIE" - MAPPA

Prima tappa
Rifugio Talarico (1750 m) – Refuge de Vens (2366 m)
Dislivello: 930 m in salita, 310 m in discesa
Difficoltà: E
Percorrenza: circa 4 ore.

Dall’abitato di Pontebernardo (CN), percorrendo l’omonimo vallone, una strada asfaltata giunge al rifugio Talarico (1750 m), in prossimità di alcune ex-casermette (ora ristrutturate), nella conca Prati del Vallone; inizia qui lo splendido itinerario percorso. Dal rifugio si segue un tratto della GTA in direzione del Colle di Stau per circa 20 minuti. A quota 1950 m, dopo aver trascurato la deviazione per il rifugio Lausa, si devia a sinistra sul sentiero P32, segnalato solo all’attacco con un bollo rosso, quindi con una linea gialla. Si risale lungo il vallonetto di Panieris, il paesaggio si fa più aspro, al verde della vallata si sostituisce un panorama roccioso, ricoperto da qualche chiazza di erba. Giunti ad un pianoro si piega a sinistra, quindi, superata una bastionata rocciosa, si devia a destra, raggiungendo, dopo circa due ore di cammino, il Colle Panieris (2683 m). Sul colle si ritrova un malloppo rivestito in pietra, caratteristica fortificazione bellica che, insieme ad abbondanti resti di filo spinato, rimane a testimonianza del Vallo Alpino, l’ambiziosa linea di fortificazione costruita negli anni ’30. Proseguendo sul filo di cresta, tagliando orizzontalmente il versante nord della Testa del Ferro, ci si avvia verso il Passo Morgon (o Pas De Blanches, 2655 m). Volgendo lo sguardo in territorio italiano, in direzione del Colle del Ferro si può ammirare una vasta conca carsica, mentre  in direzione del Collet de Tortisse (2591 m) si scorgono le ardite guglie calcaree, spettacolare effetto dell’erosione meteorica.
Guglie e pinnacoli sono costituiti da rocce calcareo-dolomitiche, nelle quali la solubilità differenziata di calcite e dolomite, associata all’azione erosiva delle precipitazioni e disgregante del gelo, ha prodotto le sorprendenti forme.
Si prosegue sul sentiero 35a in direzione dei laghi di Vens, che stagliano a sud-est nel fondovalle; lungo la discesa è d’obbligo sostare nei pressi dell’Arc de la Tortisse, straordinario arco calcareo che si staglia a mezza costa in direzione dei laghi. In breve si giunge al Refuge de Vens (2366 m), posto alla testata del bacino glaciale di Vens, ove si pernotta (occorre prenotare, informazioni sul sito web del CAF di Nizza). 

Seconda tappa
Refuge de Vens (2366 m) – Refuge de Rabuons (2523 m)
Dislivello: 450 m in salita (+ 400 m in salita e discesa per la deviazione al passo Ischiator)

Difficoltà: E
Percorrenza: 4-5 ore

Dal Refuge de Vens si scende lungo la costa settentrionale del Lac Superieur de Vens, e, giunti ad una passerella, prima di un piccolo specchio d’acqua, si devia a sinistra seguendo gli ometti che guidano fino al Lac des Babarottes (2413 m) e la Crête de Babarottes (2515 m). Arrivati alla cresta occorre perdere leggermente quota per intraprendere lo spettacolare Chemin de l’énergie: è già visibile la parte iniziale dell’aereo percorso che taglia orizzontalmente, per ben 8 Km, i fianchi sudoccidentali del Tenibres. Scendendo verso sud, si perviene alla deviazione a quota 2341 m, ove ha inizio il “Cammino”.
Lungo il percorso, si attraversano alcune brevi gallerie, mentre al Plan de Ténibre sono ancora presenti edifici dell’EDF (azienda elettrica francese): ad est si staglia la vetta più alta, il Tenibrés, la meta della tappa successiva. Proseguendo, si intravede nel fondovalle Saint-Etienne-de-Tinée, il centro più importante della valle omonima, e si giunge in prossimità del Refuge de Rabuons (2523 m), già visibile su un’altura rocciosa al termine del Cammino.
Il rifugio sorge sulla sponda del Lac de Rabuons (2500 m) il più vasto lago naturale delle Alpi Marittime. In direzione nord – nordest si stagliano le imponenti vette di confine, tra le quali il Corborant e l’Ischiator. Il rifugio è decisamente gradevole, ai più temerari offre la possibilità di rinfrescarsi con la “douche solaire”, e risente maggiormente di una sana influenza culinaria italiana.
Dal rifugio è possibile effettuare una deviazione, salendo al Passo d’Ischiator (2860 m), dal quale in breve si può raggiungere il Lago Superiore dell’Ischiator (2755 m), caratteristico laghetto sovrastato a sud dalla Cima del Corborant, che, nonostante la latitudine, rimane parzialmente innevato fino a stagione avanzata.

 
Terza tappa
Refuge de Rabuons (2523 m) – M. Tenibres (3031 m) – Rif. Talarico (1700 m)
Dislivello: 700 m in salita – 1500 m discesa (dal Gias del Piz si risale al Passo Sottano di Scollettas)

Difficoltà: EE
Percorrenza: 5-6 ore

All’uscita del rifugio, si costeggia la riva occidentale del lago di Rabuons, oltrepassato un pluviometro si risale lungo la balza erbosa che conduce ai laghi Chaffour e Cimon. Si prosegue sulla pietraia che ripida conduce al Passo di Rabuons (2872 m), oltre il quale scende il Vallone del Piz, ormai in territorio italiano. Si costeggia la cresta rocciosa lungo il versante francese, con alcuni passaggi aerei ma privi di difficoltà, ad una biforcazione sulla cresta, proseguire a destra per giungere in breve sulla vetta del Tenibres. Dalla croce sommitale lo spettacolo è straordinario: un panorama a 360° sulle vette delle Marittime, delle Cozie e della Tinée.
Dalla vetta si prosegue lungo il sentiero P29, scendendo con la dovuta attenzione la pietraia che conduce al Passo di Tenibres (2940 m). Al passo, non ci si deve dirigere ad una palina di legno che sovrasta un canalone, ma si prosegue in piano per alcuni metri seguendo i bolli rossi fino ad un più agevole valico. Si percorrono facili roccette in discesa fino al bivacco Passo Tenibres (2865 m), quindi ci si inoltra lungo il versante sinistro dell’aspro Vallone Superiore del Piz, racchiuso dalle imponenti vette del Becco Alto del Piz, Testa dell’Ubac, Rocca Rossa e del Tenibres. Si prosegue dapprima lungo il canalone detritico, quindi nell’arida pietraia, fino al laghetto Mongioie (2472 m) e superato un salto roccioso ricompare la vegetazione con mirtilli e colorati garofani. In breve si arriva al Gias del Piz (2042 m), dal quale si procede lungo il tracciato della GTA, sentiero P30. Il sentiero ripercorre la strada militare 324 da Pietraporzio al Passo Sottano di Scollettas (2223 m): nel tratto verso il Passo per la realizzazione  sono stati costruiti terrapieni a sostegno di tornanti sospesi nel vuoto, ed è caratteristico ed inconsueto il quarto tornante scavato in galleria.
Il passo offre una splendida vista sul Vallone di Pontebernardo, in direzione del quale si intraprende un agevole sentiero che scende un morbido crinale tra prati verdeggianti, verso il Talarico: tra i cespugli, si possono ammirare esemplari di digitale e del raro giglio martagone, accanto alla sassifraga e ai garofani.
Ai Prati del Vallone si conclude il breve anello escursionistico, che attraversa paesaggi molto differenti tra loro: dall’arida pietraia alle morbide creste, dalle guglie calcaree ai fianchi verdeggianti, ai numerosi laghi alpini, ambienti severi e suggestivi, irraggiati da un generoso sole di fine estate.